Lorenzo Buffon

il guardiano delle stelle

Lorenzo Buffon è senza ombra di dubbio il calcatore più prestigioso che abbia sfornato il vivaio latisanese. Un nome che, in un passato ancora recente, ha avuto echi non solo in campo nazionale ma persino in quello internazionale e che rappresenta un non indifferente motivo d’orgoglio per tutti gli sportivi latisanesi.

Un grande atleta impostosi in un momento in cui la nostra scena calcistica presentava grandi campioni capaci di offrire numeri di gran classe. Citazione questa non volta a contestare una certa carenza di gioco facilmente riscontrabile oggigiorno, ma tesa ad evidenziare l’indiscusso valore di questo indimenticabile portiere.

Nato a Majano del Friuli il 19/12/1929, giunse ancora in fasce a Latisana dove compì i suoi primi voli in una squadra rionale (la via Marconi) impegnata in un torneo riservato ai giovani aspiranti aderenti alla G.I.A.C..

L’esordio nella prima squadra locale risale alla stagione agonistica 1947-48, in una partita a Chiavris che ci vide sconfitti per 2-0. In quell’occasione, il futuro azzurro sostituì l’indisposto titolare Furioso. Al termine del campionato 1947-48, viene ceduto al Portogruaro, e sotto la conduzione tecnica del trainer Arienti, Buffon acquisisce i fondamenti del suo mestiere ricevendo inoltre un’importante impostazione tecnica. Trascorre appena un anno con la maglia dei granata e già numerosi club professionistici se lo contendono vivacemente.

La bagarre è vinta dal Milan, che la spunta in virtù di una maggiore offerta, società nella quale rimarrà per dieci anni provando tutte quelle soddisfazioni che un giocatore desideri.

In quell’anno (1949) Buffon inizia a difendere i pali della porta rossonera dalla 19.a giornata in poi (praticamente dalla metà della massima competizione) diventando uno dei baluardi più blasonati del club lombardo. Inizia così per Buffon quel meraviglioso sogno che si concreterà con il meritato onore di indossare la maglia n° 1 della nazionale. A completare un così già ricco mosaico perverrà nel 1955 una convocazione con la rappresentativa continentale per un match con l’Inghilterra: siamo all’apice della sua maturità tecnica di atleta. Nella stagione calcistica 1959-60 cambia sodalizio e si trasferisce a Genova. L’anno successivo è la volta dell’Internazionale ove rimarrà per tre stagioni. 

Nel 1963-64 è chiamato a Firenze a difendere la porta dei viola. In tutta la sua carriera Buffon ha vinto 5 campionati (4 con il Milan, 1 con l’Inter); 2 Coppe Latine (coppa Intercontinetale); ha disputato 18 partite (6 da capitano) in nazionale A, 14 in quella B.

Ha contribuito, in qualità di allenatore-giocatore, a salvare da una situazione alquanto critica la compagine dell’Ivrea riuscendo a cogliere quattordici punti in otto partite portando la squadra dall’ultimo al terzo posto in classifica nel campionato di serie C.

Un curriculum davvero invidiabile, degno di un grande campione. A Buffon, che gentilmente ha offerto la sua collaborazione nella stesura della propria vicenda calcistica abbiamo chiesto quali sono secondo lei, signor Buffon, le caratteristiche principali di un portiere?:

“Innanzitutto la necessaria freddezza da mantenere sempre nei momenti più drammatici, intuizione e quella posizione da assumere rispetto allo svolgersi dell’azione che è di tanto aiuto anche quando ci si trova sbilanciati”.

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